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domenica 13 ottobre 2013

IL SONNO DEGLI INCOSCENTI

Come disse Cavour: Ora che abbiamo fatto l'Italia dobbiamo fare gli Italiani

Sognare un' Italia forte e unita




Perché non si può sognare un'Italia forte e unita?
Semplice,  perché gli Italiani sono disuniti, perché ognuno di noi tende a proteggere le proprie conquiste e il proprio status e guarda solo al proprio orticello non curandosi degli altri, perché i più hanno adottato la frase "  Fatti gli affari tuoi" ,  perché abbiamo permesso che certi valori, fondamentali per una sana convivenza venissero soppiantati da battaglie per certe liberalizzazioni, si è stravolto il concetto di famiglia si è azzerato il senso di  conservarsi per assumere un atteggiamento nuovo e riformista che vada incontro alle esigenze concrete di una minoranza che, piano piano, diventerà maggioranza. Il permissivismo, la falsa integrazione il Liberalismo sfrenato hanno contribuito ad eliminare quei concetti di rigore che, prima, erano i pilastri della sana convivenza che portavano al rispetto reciproco, che alimentavano di più il senso dell'altruismo e della cordialità.
Si sono permesse polemiche sui nostri simboli religiosi, si sono permesse violenze nelle manifestazioni, si tutelano di più i trasgressori che non le Forze dell'ordine molte volte indagate perché fanno il proprio dovere, si privilegia aiutare le popolazioni di altri stati mentre si suicidano piccoli artigiani e commercianti, abbiamo una giustizia in coma profondo che causa lutti e danni irreparabili senza responsabilità dei giudici, altra cosa, non ultima, ci siamo entusiasmati quando ci proposero l'ingresso nell'Unione Europea col miraggio che, in poco tempo i nostri sacrifici avrebbero portato ad un benessere generale ottenendo invece l'effetto opposto. Non vi è stato progresso economico, non vi è stato incremento produttivo, sono aumentati i disoccupati, il nostro artigianato si è ridotto, la maggior parte delle industrie sono passate in mani straniere, siamo sempre più indebitati e quindi Dobbiamo uscire da questa Unione Europea vetusta, che ci ha assoggettati al signoraggio bancario, che ha calpestato la nostra sovranità nazionale (in evidente contrasto con il principio di autodeterminazione dei popoli), che ci ha resi schiavi di governi sciagurati che con le loro leggi hanno imposto una pressione fiscale record, senza precedenti nella storia, ottenendo quali unici risultati la deindustrializzazione dell'Italia e la flessione dei consumi. Non possiamo e non dobbiamo, da Italiani, permettere ad altri paesi membri di pilotare la nostra economia portandola ad un lento quanto inesorabile tracollo.
Strano popolo gli Italiani dell'attuale generazione, facile agli entusiasmi, pronti a sposare le cause umanitarie e di accoglienza per poi sopportare imposizioni e critiche da coloro che ha accolto per senso umanitario e non dice chiaramente:- Ti ospito volentieri in casa mia ma tu devi rispettare le mie regole e il mio modo di vivere. Se non ti sta bene te ne puoi tornare a casa tua.
Di eclatante attualità e la vicenda dei due Fucilieri di marina del Battaglione S. Marco, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, ci fa capire che non viviamo più in uno stato di diritto ma in uno stato dove gli interessi economici e politici valgono molto di più e vengono prima della dignità del senso dell'onore e della vita stessa dei due sottufficiali che, hanno commesso un solo reato, aver obbedito agli ordini e aver svolto il loro compito con professionalità.
Risulta sin troppo chiaro il perché della passività dei nostri ministri sull'intera faccenda; inesperienza diplomatica, faciloneria di giudizio dell'evento, ignoranza delle leggi dell'India, sottovalutazione delle reazioni Indiane a comportamenti a dir poco machiavellici, scarso interessamento dei partners europei, rinuncia all'arbitrato internazionale  insomma tutta una serie di situazioni che non si sono mai viste in una controversia tra due stati AMICI e che non ha prodotto altro che ritardi e attriti che stanno pagando i nostri due Militari ancora trattenuti, e chi sa per quanto ancora, in India.
E' ora di reagire e di comprendere per usare un espressione Reaganiana che l'Unione Europea non è la soluzione ma è il problema!
Ma tutto questo è di difficile comprensione per l'attuale generazione la quale si è adagiata sulle conquiste realizzate dai nonni e portate avanti dai padri; il benessere conquistato nel periodo post bellico si è dissolto per l'inerzia e l'incapacità dell'attuale generazione che non ha voluto o saputo rinnovarsi senza perdere quei valori che erano il collante della società.
Come diceva Sandro Pertini:- ai giovani non servono prediche servono sani insegnamenti
Vi era la convinzione, nei vecchi saggi, che era necessaria una guerra ogni cinquanta anni per risollevare l'economia e stabilizzare la produttività, teoria dura da condividere ma forse con un fondo di verità perché si è sempre detto che bisogna distruggere per ricostruire.
Dobbiamo guardare ad un futuro diverso, con una giustizia giusta basata sul concetto di diritto di natura. Dobbiamo spogliare la nostra legge dalle influenze del positivismo e del relativismo settecentesco, dobbiamo impedire ai nostri codici di essere copia del diritto napoleonico. Solo così, con una radicale riforma del sistema giurisprudenziale basata sulla filosofia del diritto possiamo sperare di vivere in uno Stato dominato da una giustizia degna di tale nome. Anche la stessa Costituzione, scritta all'indomani della caduta di un regime, è fatta di "una buona stoffa" come diceva lo stesso padre costituente Aldo Moro, ma una stoffa che ormai, a distanza di anni, necessita di rammendi e rivisitazioni affinché non si squarci.