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martedì 14 aprile 2015

Pasticci Giuridici

Si  farà  il  processo?





Domanda che si pongono tutti coloro che hanno studiato o studiano giurisprudenza "si farà o no il processo a carico dei due fucilieri del S.Marco"?
Massimiliano Latorre e Salvatore Girone attendono da più di tre anni un processo che si dovrebbe tenere presso un 'tribunale speciale' a New Delhi in base alla sentenza della Corte Suprema del 18 gennaio 2013, non è mai partito a
causa di un 'impantanamento giuridico' che impedisce alla polizia anti terrorismo della National Investigation Authority (Nia) di presentare i capi di imputazione e che è oggetto del ricorso presentato dall'Italia all'inizio del 2014. 

Nonostante le indagini siano state completate oltre un anno, gli investigatori della Nia non hanno ancora presentato i capi di imputazione per l'accusa di omicidio dei due pescatori
keralesi in quanto non possono utilizzare la legge anti terrorismo marittimo del Sua Act 'rimossa' su ordine del governo indiano il 24 febbraio 2014 dopo le proteste dell'Italia e della comunità internazionale in quando conteneva la pena di morte e questo determina il blocco della macchina processuale in quanto non si possono accettare capi d'accusa determinati su una legge esclusa, istruire un procedimento basandosi su tale legge avrebbe comportato notevoli difficoltà e contraddizioni giuridiche in quanto i fucilieri erano in missione comandata anti pirateria e non pirati.

Anche il tribunale speciale non avrebbe più autorità sulla vicenda essendo una conseguenza della Sua Act e non più applicabile ma essendo stato istruito da una sentenza della Suprema Corte occorrerebbe una revisione di tale sentenza che comporterebbe un allungamento dei tempi.

Un 'giudice speciale' del tribunale distrettuale di Patiala House aveva tenuto una seduta preliminare nel novembre 2013 su richiesta della stessa Nia, ma da allora è stato costretto a rinviare continuamente le udienze a causa di un appello dell'Italia contro l'utilizzo della Nia e del draconiano Sua Act (che è l'unica legge indiana che si applica a reati al di fuori delle acque territoriali).

Ora non si capisce (o meglio si capisce) come mai, non potendo utilizzare la suddetta legge, la Suprema Corte non intervenga per correggere le precedenti disposizioni, evidentemente questo comporterebbe un annullamento del procedimento per istituirne uno nuovo con nuove indagini e nuovi capi d'accusa che, dopo tre anni, risulterebbero difficilmente attendibili e allungherebbero la vicenda a tempi indefiniti.

Dopo il depennamento del Sua Act, i legali dei nostri fucilieri hanno presentato alla Corte Suprema un nuovo ricorso (Writ Petion (civil) 236/2014), ammesso il 28 marzo, in cui si contestano "la legalità e validità dell'inchiesta e del processo dell'agenzia antiterrorismo Nia" e si chiede che in attesa di un pronunciamento i due militari possano tornare in Italia. 

Questo ricorso dovrebbe essere fissato a fine aprile secondo quanto disposto oggi dalla sezione 3 che ha esteso di altri tre mesi il permesso sanitario di Massimiliano Latorre. 

Sempre il 28 marzo, in attesa di discutere questa nuova istanza, i giudici del massimo organo giudiziario hanno bloccato il procedimento presso il 'tribunale speciale'. La prossima
udienza è fissata per il primo luglio, ma in assenza di novità sul ricorso pendente alla Corte Suprema, sarà di sicuro, ulteriormente, rinviata.


A.Adamo