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lunedì 20 ottobre 2014

RICORDANDO

GLI  INIZI   


Mi piace, ogni tanto, tornare con la memoria agli inizi delle cose che intraprendo per poter analizzare quanto fatto o quanto tralasciato ma anche per valutare le conoscenze avuta durante tutto il periodo di attività e mi piace farlo in poche righe sintetizzando il più possibile.
Il fatto comincio  verso la fine di febbraio del 2011 con  il sequestro, da parte delle autorità del Kerala, di due nostri Fucilieri di marina comandati in servizio antipirateria su una petroliera Italiana la Enrica Lexie, inutile ripetere la Storia conosciuta da tutti specialmente da chi, da subito, creò un gruppo di sostegno ai nostri Fucilieri non credendo alle assurde accuse della polizia del Kerala.
Come dicevo, in quel periodo, scorrendo le pagine di Facebook mi imbattei in un Gruppo denominato "Ridateci i nostri Leoni", fondato dall'ottimo Andrea  Lenoci,  rimanendo perplesso vedendo che aveva 65.000 iscritti e comunque mi permisi di postare una mia opinione in merito alla vicenda e, da quel momento, mi feci coinvolgere in quella che ritenevo un ottima iniziativa.
La mia esperienza giuridica e la conoscenza della Nazione Indiana mi aiutò a fornire spiegazioni e consigli sulle varie situazioni che, man mano, si venivano a creare valutando gli sviluppi, anche con i miei contatti Indiani, per smentire o correggere alcuni articoli di stampa scritti con pressapochismo e, spesso, non corrispondenti alla reale situazione.
Devo ringraziare Tiziana Pilego la Rocca  che è colei che mi ha coinvolto nel gruppo che era particolarmente attivo e formato da persone con fondati valori e che si riconoscevano nella causa comune; mi tornava alla mente l'immagine degli antichi Legionari Romani, determinati, compatti, ove l'ordine, la disciplina, la fermezza e la capacità tattica li rendevano vittoriosi in tante battaglie e li portarono alla conquista del mondo.
Innumerevoli considerazioni postate sulla pagina davano addito a discussioni e contrapposizioni, a volte anche forti, ma sempre volte a chiarire concetti personali o critiche rivolte al politico di turno e, più in generale, a tutto l'esecutivo ma sempre nella correttezza di un linguaggio accettabile.
Quando cominciarono ad apparire i colpevolisti le discussioni divennero più accese e cominciarono a degenerare dando molto lavoro alle amministratrici e causando qualche estromissione dal Gruppo.
Ma arriviamo a novembre 2013 quando un post provocatorio scateno una ferma reazione da parte mia e del Gen. Termentini  (non sapendo che l'autore era Andrea Lenoci con un'altro profilo) con la conseguente uscita, da parte nostra, dal gruppo dopo aver appreso la reale identità dell'autore.
Già da prima si erano formati altri gruppi, creati dai fuoriusciti, di sostenitori dei nostri due Fucilieri
e si cominciarono a creare personalismi, competizioni e ricerca di visibilità in nome della causa non pensando che frazionando l'esercito le guerre si perdono.
Più di una volta ho rimarcato la necessità di unire tutte le forze in un unica compagine in grado di dialogare con le istituzioni al fine di avere un peso negli sviluppi della vicenda ma si è preferito dar credito a chi proponeva petizioni, interventi sulle pagine dei vari ministri, Manifestazioni ininfluenti,
fino ad arrivare ad esposti e denunce che non hanno avuto alcun seguito e non considerando che i comuni cittadini non possono dialogare con chi li governa se non con una rappresentanza parlamentare in grado di imporre le proprie richieste e questo risulta impossibile dal 2011 e cioè dall'ultimo governo legittimamente eletto dagli Italiani e fatto cadere con un abile colpo di stato.
A dicembre 2013 proponevo la costituzione di un Associazione per la Tutela dei Militari Italiani denominata A.T.M.I. e a tal scopo creavo una pagina ed un sito Internet trovando l'appoggio del Gen. Termentini e altri irriducibili entusiasti dell'iniziativa ma quasi da subito si delinearono le difficoltà che, comunque, sarebbero state superate.
Premesso che lo scopo dell'Associazione era prevalentemente legale e cioè perseguire chi causava danni, soprusi, vessazioni, prepotenze o reati contro i Militari e, nel caso specifico, perseguire legalmente TUTTI coloro che avevano causato la vicenda di Giorone e Latorre e, quindi, con costi di gestione non da tutti sopportabili e in effetti il gruppo contava 65 iscritti ma di aderenti all'Associazione ne risultavano solo 15.
Forse il lungo periodo della vicenda ha esacerbato gli animi e ha reso tutti un po più nervosi fatto sta che sono cominciate le divisioni, le contrapposizioni, i malumori per un post o una frase il tutto a scapito dell'unità di intenti.
Ma davvero si pensa che raggiungendo "5.000 mi piace" si possa ottenere la liberazione dei nostri due Militari?
Ma è concepibile pensare che una petizione con 500.000 firme di internauti e non legalizzate possano influenzare il segretario generale dell'ONU?
E' possibile credere che il boicottaggio dei prodotti Indiani possa dare disturbo alla Suprema Corte di quel Paese?
Per non parlare della Magistratura subissata da esposti e denunce che, per ora, giacciono in un cassetto in attesa di essere dimenticate.
Senza dubbio lodevoli iniziative ma che non hanno dato nessun risultato apprezzabile.

Strano popolo gli Italiani (e lo ripeto) Pronti a fare la rivoluzione se gli si tocca il calcio ma disposti a subire subdoli colpi di stato con la parvenza legale, aumenti di tasse, disoccupazione, suicidi di imprenditori, invasione di clandestini in nome della solidarietà,sopportare con rassegnazione aumenti di generi di prima necessità nella convinzione che "tanto prima o poi qualcuno farà qualcosa" per non parlare del comportamento dei parlamentari abusivi che tutto fanno fuori che gli interessi  degli Italiani i quali, evidentemente la maggior parte pensa  "la cosa non mi riguarda. Perché devo farlo io?".
Bene in questi 31 mesi di battaglie a colpi di tastiera e con tre governi succedutisi al fatto possiamo trarre la conclusione che il WEB si è dimostrato un ottimo passatempo per incontri, dibattiti, disquisizioni, proclami, diatribe e quant'altro ma, decisamente, totalmente ininfluente per ottenere risultati concreti al fine di far rientrare in patria Girone e Latorre, e solo quest'ultimo è potuto rientrare (con la magnanimità della  Suprema Corte Indiana) dopo aver subito un'ischemia ma col preciso impegno del Governo a rientrare in India a gennaio trattenendo il primo quale ulteriore garanzia.
Tutto questo, però, non toglie che anche le battaglie virtuali possano ottenere risultati concreti che determinano sviluppi positivi e mi riferisco al lavoro svolto dall'ottimo Ing. Luigi di Stefano che con determinazione e assidue analisi della vicenda stabiliva, con prove certe, l'assoluta estraneità dei nostri Militari alle assurde accuse mosse dalle autorità Indiane.
Qui, però, voglio ringraziare doverosamente tutti coloro che sono stati attivi giornalmente e hanno creduto in quello che facevano perdonatemi se non ricordo tutti i nomi ; molti non li ho più letti da tanto tempo, altri sono andati in altri gruppi ma gli inizi non si possono dimenticare.
Tutte le amministratrici del gruppo "Ridateci i nostri Leoni" e Andrea Lenoci, F. Termentini, Luigi Di Stefano, Antonio Milella, Alfredo Declesia, Bruno Serino, Nicola Marenzi, Nicola Evoli, Alessandro Matiocci, Monica Giuseppina Marini, Ciro Lancetto, Graziella Sozzi, Maurizio Tentor, Marcello Morelli, Gianfranco Pellicciari, Paolo Job, Cecilia Anitta Bertolini, Beatrice Speranza, Vittorio Guillot, Ulderico Ciullini, Edoardo Medini, Giada Jennyfer Camisasca, Pietro Camardi, Roberto Galland Stocchetti, Andy Holyred e tutti quelli che hanno dimostrato sincero interesse riconoscendosi nei valori fondamentali che consentirono ai nostri Nonni e Padri di far grande questo paese.

Concedetemi un'ultima considerazione che è questa: